Antonio Colombo Arte Contemporanea - Milano
Antonio Colombo Arte Contemporanea

Qualche cenno autobiografico:

ho collezionato arte fin da giovane, con una predilezione per il Realismo Magico e la Scuola Romana.

Per più di venti anni  le mie attività principali sono state legate all’industria dei tubi metallici prima – la Columbus ha prodotto i primi mobili in tubolare negli anni Trenta, su disegno di Breuer, Terragni e Bottoni - e poi delle biciclette - coi marchi Cinelli e Columbus - in cui ho sempre coniugato tecnologia con arte e design.
In campo agonistico e progettuale sono stati innumerevoli i successi, ottenuti anche grazie alla collaborazione di grandi atleti e importanti designers.

Come talvolta accade ai collezionisti, spronato dall'amicizia con tanti artisti, e in particolare con Schifano Boetti, De Dominicis, ho pensato di aprire una galleria in forma stabile, dopo alcune esperienze ed esposizioni estemporanee.

Così, nel 1998 ho inaugurato la mia galleria milanese, con il prezioso aiuto di Aloisia Resch che tutt'oggi la dirige con passione e competenza.

Ho aperto con l'obiettivo di promuovere l'arte dei giovani e di dare un contributo alla loro crescita, vivendone gli accadimenti in presa diretta e non più da dietro le quinte.

Non si tratta di una galleria “di tendenza” ( sono finite negli anni Settanta…), amo molto la pittura e ho sempre pensato che fosse ingiustamente trascurata dal sistema italiano (non così da quello internazionale…), ma il mio interesse è rivolto anche ad altri media.

Per questo, credo, nel tempo la mia galleria è diventata un punto di riferimento per l'arte giovane italiana.

Sono molto orgoglioso di aver realizzato una bellissima mostra di Schifano con tremila (!) foto originali ritoccate con allestimento curato da Luca Pancrazzi; ricordo anche la collettiva sui “Provos” olandesi, con foto originali di Massimo Vitali del '66 e con tanti giovani artisti che hanno interpretato quei vagiti dei nascenti movimenti studenteschi (di cui fui anonimo oplita) ed ancora “Black Album”, una mostra sul rock metallico e infine quella sul Bulli, il pulmino Volkswagen, in cui si tenne a battesimo la rivista “No”  (Marco Cingolani il patron, l'amico, l'artista).

Oggi siamo vicini al decennale e sto allargando l'attività ad artisti di diverse nazioni con l'obiettivo di rendere ancora più internazionale la galleria.