In arte tutto cambia, fuorché le provocazioni. Ecco allora una nuova generazione di provocatori che, giustamente, pensa di essere la prima. Noi cinici smaliziati sappiamo che non è così, ma sappiamo anche che il cinismo è peggio dell’ignoranza…e poi sappiamo anche che una società, una cultura (?), hanno bisogno di provocazioni a intervalli regolari, come una medicina di cui ormai si conoscono conseguenze e benefici, ma che non per questo cessa di far bene.
Il Laboratorio Saccardi è l’ultimo nato tra questi medicinali – e basterebbe questo per considerarlo il migliore…- e come tale va usato: finché dura la novità siamo “coperti”, poi si vedrà…ma se la provocazione è solo l’abito di cui si riveste il linguaggio, come a fornire un “falso scopo” per l’accettazione di quanto si va affermando provocatoriamente, allora questo medicinale rischia di trovare un posto definitivo nel prontuario linguistico dell’arte. Per adesso ci divertiamo alle torte in faccia a Warhol o a Picasso, che il Laboratorio distribuisce a piene mani (forse si tratta di cannoli in faccia, vista la loro provenienza palermitana…): per vedere se si tratta delle torte in faccia di Chaplin o, invece, del dimenticato Fats Domino c’è tempo, ma questi lavori ci consentono sin da ora di porci la domanda.
Scrive il Laboratorio Saccardi:
Il progetto La Biennale di Venezia è un insieme di non-opere, tra video, pittura e performance. Un insieme di affermazioni come striscioni da stadio, ululanti…fra atmosfere pittoriche da panificio di periferia, ed emozioni intime di un folk condominiale. Ci affranchiamo dall’arte.
Patafisica, conoscenza inferiore, assenza e essenza, l’esperienza personale di una pittura da sottoscale, unita all’efficacia performativa di un asilo.
I video scaricati in ogni senso da noi a voi. Le installazioni forse le foto, ancora una volta scaricate da noi a voi.
Un fuori-fuori biennale, con biennale annessa, una Venezia a Milano una Milano a Venezia da Palermo.
Inspirati ed espianti dalla figura del maestro Albert Saccardi che già nei primi anni del novecento dipingeva senza indugi la bandiera della Svizzera anticipando di anni quel jasper jones osannato dalla pop-art.
La nostra Biennale di Venezia, praticamente un ponte di Messina che collega la Sicilia al contemporaneo.
Un’esperienza mistica quasi religiosa di pittura pura, come cementare il mediterraneo per allargare l’Europa, e unirci finalmente all’Africa.
Un Greatest Hits dell’arte contemporanea remixata interamente dal Laboratorio Saccardi, un dj-set biennale che dura un mese, in cui l’osservatore siamo noi, e voi le opere, un SGT PEPPERS SACCARDI CLUB BAND collettivo. Una biennale senza arte, dove l’arte è finalmente messa da parte, un non luogo stavolta rigorosamente, direi classicamente, logo.
“ho sempre fatto quello che ho voluto fare, non ho fatto quello che gli altri sapessero che io ho fatto.”
(Albert Saccardi)