Antonio Colombo Arte Contemporanea - 80.000

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80.000 - Pierluigi Calignano
a cura di Raffaele Gavarro
30 gennaio - 14 marzo 2003

80.000 è un numero dalle implicazioni senza dubbio simboliche. Naturalmente per via di quell’8 che, com’è noto, simboleggia l'eterno movimento della spirale celeste ed è anche il simbolo dell'infinito. Nel simbolismo religioso l'8 è il numero della beatitudine e della completezza interiore, dell'equilibrio cosmico. Nella tradizione orientale ha un significato molto importante; otto sono le forme assunte da Shiva e otto le braccia di Vishnu. Anche nella tradizione cristiana ha un grande significato: infatti l'ottavo giorno è quello della Resurrezione, il simbolo della vita eterna, il giorno in cui si assisterà alla condanna degli empi e al trionfo dei giusti. Nella tradizione simbolica legata all'architettura, tutte le costruzioni basate sull'ottagono sono simbolo di rigenerazione spirituale; inoltre la sua forma è una mediazione tra il quadrato e il cerchio. Il buddismo parla degli 8 sentieri da percorrere per giungere all'illuminazione. Proprio 80.000 sono poi le dottrine che il Budda insegnò per un periodo di cinquant'anni. Questo numero nelle scritture buddiste indica una quantità immensa, infinita. Un numero determinato che indica una quantità indeterminata. Un paradosso interessante. Perlomeno inattesa è questa presenza, così inequivocabile, del simbolo nel lavoro di Calignano. Anche se a ben vedere non era poi così imprevedibile. Dai primi robottini al sommergibile di “Assab One”, dalla città addormentata di “Enola Play” alle tende palafittate della recentissima personale a Viafarini, le questioni si sono infatti gradualmente spostate da un immaginario unicamente dipendente dalle forme dell’attualità più vigile, a quella di una dimensione onirica meno certificabile. Da qui il passo verso il significato dei numeri e la loro potenza simbolica, è meno grande di quello che può apparire.

Nato a Gallipoli nel 1971 Pierluigi Calignano è tra gli artisti più eclettici dell’attuale scena milanese. Per questa sua mostra alla galleria Colombo ha scelto di esporre una molteplicità di elementi differenti, cercando di dare un’idea concreta della complessa sfaccettatura del poliedro che è il suo mondo. Un luogo dove Calignano crea intrecci insospettabili tra mondo animale e robotica, tra storia dell’arte e immaginario fumettistico, tra forme realistiche e astrazioni altrettanto ben determinate.