Giovedì 18 novembre negli spazi della galleria di Antonio Colombo inaugura la mostra personale di Simone Racheli, dal titolo Anatomica Colf.
Curata da Raffaele Gavarro, la mostra si snoda attraverso una serie di disegni, sculture, oggetti e installazioni, che descrivono un ambiente domestico sottoposto agli effetti di una forte pressione immaginativa.
Si passa dalla lavatrice con carrozzeria modificata, lavoro che tra l’altro dà il titolo alla mostra, in cui l’oblò è trasformato in un’iride rotante, a Ricominciamo, una installazione formata da oggetti casalinghi distrutti e ricomposti con colla e filo di ferro. Squarci sul muro mostrano i visceri-cavi che corrono invisibili e innervano il guscio domestico, mentre Resistenza, un piccolo tavolino a cui sono state segate tre delle quattro gambe, pur rimanendo perfettamente in piedi, diventa il paradigma visivo degli assurdi e imprevedibili equilibri quotidiani.
Nella “casa” non manca naturalmente il televisore, che qui trasmette un video con gocce che cadono in uno specchio d’acqua, che si rivelerà essere l’interno di un w.c. Le gocce fanno da cesura al racconto autobiografico di una donna extracomunitaria.
Nato a Firenze nel 1966, Simone Racheli, che ha vissuto a Roma per diversi anni prima di trasferirsi a Parma, sta praticando con modi sempre più sofisticati una scultura dalle straordinarie qualità imitative e mimetiche con il reale. Soprattutto con Anatomica Colf, la sua messa in scena, contaminandosi di linguaggi differenti, ha acquistato in complessità e capacità narrativa.
La mostra è accompagnata da un catalogo con un testo del curatore.




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