Se il celeberrimo White Album dei Beatles, uscito nel 1968 senza titolo e senza immagini in copertina (in realtà disegnata dall’artista pop inglese Richard Hamilton), è diventato per la sua essenzialità sinonimo di concettualità, i vari Black Album che sono comparsi sulla scena del rock parlano invece di una visione sporca e oscura della realtà, talora eccessiva e parossistica, altre volte malinconica ed esistenziale. Mitico fu il Black Album dei Metallica (1991), bibbia di due generazioni di metallari, ma non si può certo dimenticare il preveggente Back in Black degli AC/DC (1980), o, in tutt’altro contesto, The Black Album di Prince (1994) che ispirò un romanzo ad Hanif Kureishi.
Tra blackitude e blackness sta questo progetto di mostra cui sono stati invitati oltre venti artisti, internazionali e italiani, giovani e affermati, con opere diversamente ispirate dai suoni scuri e oscuri, che inseriscono all’interno della propria poetica elementi dalle culture alternative e antagoniste, come il fumetto, i tatuaggi, il piercing, i fumetti, i graffiti, lo skate e la bicicletta. Ritratto di un mondo rumoroso per immagini.
Gli artisti:
Abbominevole
Philip Hipwell
Robert Pettena
Davide Bertocchi
Scott King
Raymond Pettibon
Marc Bijl
Thorsten Kirchhoff
Luigi Presicce
Bloody Riot - Roberto Perciballi
Andrea Mastrovito
Prof. Bad Trip
Botto & Bruno
Bjarne Melgaard
Bernardi Roig
Claudio Di Carlo
Bartolomeo Migliore
Christian Schumann
Nicola Di Caprio
Joan Morey
Gabriele Sedda
Claudia Grassl
Ozmo
Georgina Starr
Matteo Guarnaccia
Erik Parker
Ed Templeton
Leeta Harding
Maurizio Vetrugno




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